Ciò che muove i mercati in maniera più “pesante” sono senza dubbio i tassi di interesse, in grado di regolare i prezzi e dunque di condizionare gli investimenti e le scelte dei Trader che operano nel Forex. Ma chi decide sui tassi di interesse? Sono naturalmente la grandi Banche Centrali, dirette responsabili delle stesse valute che vengono scambiate, giorno per giorno, sui mercati finanziari di tutto il mondo.
Quali banche centrali vanno dunque prese in considerazione? Ovvero: quali sono le valute fondamentali che un Trader deve imparare a tenere necessariamente sotto controllo per il bene dei suoi investimenti? Vediamo insieme quali sono gli istituto di credito da seguire, poiché queste conoscenze possono risultare utili al Trader nel momento in cui dovrà cercare di prevedere i movimenti futuri delle singole valute, per poi agire di conseguenza tramite i suoi investimenti.
Federal Reserve – USA
La Federal Reserve è forse la più influente banca centrale del mondo, in relazione al fatto che il Dollaro è presente nel 90% delle transazioni dei mercati finanziari. Questo spiega come le decisioni della Federal Reserve siano in grado di condizionare profondamente molte altre valute.
Il gruppo all’interno della Fed che decide sui tassi d’interesse è il Federal Open Market Committee (FOMC), che consiste di sette governatori del Federal Reserve Board più cinque presidenti dei dodici distretti delle banche di riserva. Questo organismo interno ha la facoltà di stabilire a lungo termine prezzi e crescita sostenibile.
BCE – Europa
Creata nel 1999, la BCE è la banca che gestisce l’Euro, la moneta unica del Vecchio Continente. Il consiglio consiste di sei membri del consiglio esecutivo della ECB più i governatori di tutte le banche centrali delle 12 nazioni dell’area euro. Essendo una banca centrale alla ECB non piacciono le sorprese. Quindi ogni volta che pianifica di fare dei cambiamenti al tasso di interesse, ne dà ampia comunicazione al mercato tramite commenti sulla stampa.
Essa può agire su stabilità dei prezzi e sviluppo sostenibile, ma con una differenza rispetto alla Federal Reserve: si impegna a mantenere una crescita annuale dei prezzi al di sotto del 2%, oltre ad avere forte interesse nell’evitare un elevata forza della sua moneta in quanto metterebbe a rischio il mercato delle esportazioni.
Effettua undici incontri annui - aldilà delle riunioni bisettimanali -, al termine dei quali annuncia, con una conferenza stampa, le modifiche apportate.
Proseguiremo nei prossimi giorni i nostri approfondimenti in materia di banche centrali, trattando dunque anche altre valute.
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