Tra le diverse modalità di Analisi Tecnica legate al Trading, trova spazio, come visto nelle scorse settimane, la strategia delle “Candlestick“, ovvero le candele giapponesi. Nato proprio in Oriente, e diffusosi in Europa nel 1989, tale metodo prevede l’individuazione di quattro punti: apertura, chiusura, minimo e massimo.

Composte da “body” e “shadows”, le candele possono essere poi utilizzate secondo modalità differenti; quest’oggi ci occupiamo di quella definita come “strategia a quattro candele”. Essa va applicata per candlestick aventi il timeframe (intervallo operativo) di un’ora.

Perchè quattro candele? Sono proprio queste, le prime quattro orarie della giornata, ad essere prese in considerazione, con l’obiettivo di individuare con esattezza il punto d’ingresso e d’uscita da quel determinato mercato. Per far sì che ciò avvenga a livello grafico, è necessario tracciare una linea orizzontale, che sappia evidenziare il punto più alto e quello più basso delle candele, per poi tenere sotto controllo l’indicatore stocastico su un timeframe di quattro ore.

Sono le indicazioni di quest’ultimo a suggerire come muoverci: se il prezzo di mercato è maggiore rispetto a quanto testimoniato dal trend, apriremo una nuova posizione nella direzione dello stesso trend; nel caso contrario, agiremo anche noi contro l’andamento, aprendo una posizione opposta.

Certo, lavorando su una base temporale abbastanza ridotta, il nostro target dovrà essere compreso tra le 50 e le 100 pips. Non di più. Tutto ciò considerando anche che la strategia delle quattro candele prevede la chiusura di tutte le operazioni di Trading durante la stessa giornata.

E’ fondamentale utilizzare, inoltre, lo stop-loss. Ovvero la strategia finalizzata a salvaguardare il capitale investito in un’attività finanziaria, nel caso in cui l’andamento dei mercati andasse in direzione contraria alle aspettative iniziali; il limite di rischio, in sintesi.

Tuttavia, tale strategia, presa “in solitaria” può anche non offrire indicazioni certe sui punti d’ingresso e d’uscita dal mercato; mirano a questo anche i Pivot Point, ed è per questo che integrare le due modalità tra loro potrà aiutarci a raggiungere una maggiore precisione.

di Matteo Aldamonte


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