Cresce, nell’universo della borsa mondiale, la paura di giungere ad una nuova bolla speculativa, legata soprattutto all’enorme quantità di denaro liquido immesso nei mercati nel periodo di maggiore crisi economica.
Analisti ed economisti hanno dato il via ad una serie di interventi, attraverso i quali vengono previste date e scenari, ma in ben poche occasioni si è sentito parlare realmente di soluzioni. Eppure “prevenire è meglio che curare”. Ci ha pensato , al contrario, Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve, il quale si è reso oggi artefice di dichiarazioni alquanto significative, nell’ambito della riunione annuale degli economisti americani, tenutasi ad Atlanta.
Bernake ha per la prima volta spiegato come la politica monetaria, nello specifico americana, potrebbe intervenire per combattere la nascita di una bolla speculativa, senz’ombra di dubbio scenario, se protratto alla lunga, deleterio per i mercati mondiali.
Innalzamento dei tassi di interesse. E’ questa la soluzione proposta dalla Federal Reserve, se dovessero mancare, nell’immediato futuro, regole adeguate a prevenire il formarsi di bolle speculative. Un messaggio al mercato il suo, interpretabile sia come un’esortazione ad intervenire, che come un messaggio anticipato di un innalzamento, a prescindere dalla bolla speculativa, dei tassi d’interesse; previsto, quest’ultimo, tra non meno di sei mesi.
“Se riforme adeguate non saranno adottate, o se saranno introdotte per risultare poi insufficienti a prevenire una forte accumulazione di rischi finanziari, dovremo restare aperti all’idea di usare la politica monetaria come strumento supplementare per rispondere a quei rischi, procedendo con cautela e tenendo sempre presenti le difficoltà implicite in quell’approccio”, ha spiegato Bernake.
Quella del numero uno della Federal Reserve rappresenta una posizione del tutto nuova rispetto agli atteggiamenti tenuti da parte dell’istituzione da egli rappresentata, nel corso degli anni, ed in situazioni analoghe. Come spiegato da “Il Sole24Ore”, “la questione-regole diventa centrale in un contesto di mercato globale e visto che spesso non sono osservate, la decisione della Fed aggiunge uno strumento da usare con decisione se e quando necessario, stumento che sarà temuto dai mercati. Ma necessario visto che gli stessi mercati hanno dimostrato di non sapersi autoregolamentare”.
di Matteo Aldamonte
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