Ancora un approfondimento, targato Ciak! Trading, sugli indicatori utilizzati in Analisi Tecnica, importanti per l’individuazione di trend e andamenti dei prezzi, da prevedere con la maggior precisione possibile da parte dell’investitore, il quale svolge le proprie operazioni di mercato proprio basandosi sulle indicazioni provenienti da tali indici.
Tra questi troviamo l’ATR, sigla di Average True Range. Sviluppato dall’economista Welles Wider, l’ATR si pone l’obiettivo di misurare la volatilità del mercato. Esso non fornisce una indicazione della direzione dei prezzi o la durata, ma semplicemente il grado del movimento dei prezzi o volatilità.
L’Average True Range è, quindi, un indicatore molto utile nei mercati dove sono presenti molti gap, come le azioni o le commodity. Inoltre, esso si basa sui tre principi fondamentali della volatilità: essa è ciclica, persiste da un giorno al successivo e tende a ritornare verso valori medi.
L’indice ATR, da par suo, si basa sul True Range, ovvero sul più grande dei seguenti valori:
- la differenza tra il massimo e il minimo corrente;
- il valore assoluto tra il massimo corrente meno e la chiusura del periodo precedente;
- il valore assoluto tra il minimo corrente e la chiusura del periodo precedente;
Meno utile è l’indicatore, invece, in mercati come il Forex, aperti per 24h su 24h: infatti qui esso non si adatta bene per lo scopo per cui è stato ideato, ovvero cogliere la volatilità, prendendo in considerazione i movimenti dei prezzi discontinui come aperture superiori alle chiusure o inferiori alla chiusura e dei relativi punti di massimo e minimo.
Per quanto riguarda il funzionamento, è abbastanza semplice: un valore alto dell’indicatore indica un movimento più veloce dei prezzi, elevata volatilità, un valore basso indica bassa volatilità, fase laterale di trading range. Lo scopo dell’ATR, quindi, è cogliere la reale volatilità di un mercato in un determinato periodo.
di Matteo Aldamonte
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