Portare avanti un business qualsiasi, ed in questo caso specifico un business legato al mercato dei titoli e finanziario in generale, necessita di una componente assolutamente fondamentale: la programmazione. E’ impossibile anche solamente partire ed avviare un qualche progetto senza aver considerato costi certi, possibili entrate e controversie economiche varie.

Un aiuto particolarmente valido in tal senso giunge da un documento di carattere aziendale molto importante: il Business Plan, del quale ci occupiamo oggi, e nella prossima uscita, su Ciak! Trading. Cos’è, quindi, il Business Plan?

Esso non è altro che un documento dove vengono espressi gli obiettivi ed il modello di Business di un’attività imprenditoriale, ed il suo utilizzo è finalizzato, come detto, alla pianificazione della gestione aziendale, particolarmente utile anche agli occhi dei terzi (creditori, investitori e quant’altro).

[da Wikipedia]
I business plan possono anche diventare rapidamente obsoleti, ma hanno un altissimo valore se fatti e se usati correttamente. In pratica, ogni business plan è una sorta di vademecum dell’azienda o della business idea e deve essere verificato costantemente da ogni imprenditore, deve essere modificato perché è una previsione basata su dati statistici e questi dati sono talvolta difficili da reperire.

COSA DEVE CONTENERE?
All’interno di un Business Plan devono apparire alcuni punti specifici dei quali è impossibile fare a meno, per evitare di non incorrere in imprevisti ed errori previsionali:

  • Descrizione dell’attività e dell’idea imprenditoriale;
  • Presentazione dell’imprenditore e del management;
  • Informazioni sul mercato in cui si intende investire, sulla concorrenzialità dello stesso;
  • Un’analisi dell’aspetto comunicativo e pubblicitario e del modo in cui l’imprenditore intende approcciarsi allo stesso;
  • Descrizione della fattibilità tecnica del progetto relativamente al processo produttivo, alla necessità di investimenti in impianti, alla disponibilità di manodopera e di servizi;
  • Piano di fattibilità economico – finanziaria quinquennale o triennale, a secondo del grado di approfondimento dell’analisi voluto dall’imprenditore.
  • Informazioni sulla redditività attesa dell’investimento e sui fattori di rischio che possono influenzarla negativamente, partendo da ipotesi realistiche e prudenziali;
  • Indicazioni sugli investitori coinvolti, sull’impatto ambientale del prodotto e sulle tempistiche di sviluppo dello stesso e dell’attività.

COME SI ORGANIZZA?
Un buon Business Plan, poi, è suddiviso in tre ‘tronconi’ fondamentali, che riescono a facilitare il passaggio delle informazioni verso il lettore:

  • L’imprenditore e la sua idea;
  • Cosa svolge l’attività, dove questo avviene, in che modo e con quali tempistiche;
  • Le previsioni di carattere economico-finanziario.

In che modo, tuttavia, questo documento influisce all’interno del mercato finanziario, del Trading e della borsa più generalmente? Si tratta di un quesito interessante, che approfondiremo domani, qui su Ciak! Trading.

di Matteo Aldamonte


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