Presso il Circolo della Stampa, di fronte a una platea di manager, investitori e gente comune, lo scorso 15 Dicembre alcuni dei più illustri economisti e analisti della finanza italiana hanno lanciato il loro verdetto, attraverso le parole di Francesco Micheli, grande esperto dei mercati mondiali.
“Oggi siamo di nuovo sulla sommità di una bolla finanziaria enorme, prodotta dagli stessi responsabili della precedente”, è il giudizio, netto e senza troppi orpelli, del noto finanziere.
Micheli ha parlato, per spiegare i fenomeni che avrebbero condotto a questa situazione, di “accanimento terapeutico per risollevare l’economia”. Base monetaria troppo ampia; troppa liquidità posta in circolazione, insomma, tramite “nuove regole che come sempre vanno bene per le banche e non per i risparmiatori”, ha continuato.
Prima di continuare il discorso, andando a prendere in considerazione altre importanti dichiarazioni, è bene evidenziare il concetto introdotto da Micheli, ovvero quello di “bolla speculativa“:
[da Wikipedia]
“Si definisce bolla speculativa una particolare fase di un qualsiasi mercato caratterizzata da un aumento considerevole e ingiustificato dei prezzi, dovuto ad una crescita della domanda repentina e limitata nel tempo. Generalmente si parla di bolla speculativa con riferimento a mercati finanziari, nei quali vengono trattate azioni, obbligazioni e titoli derivati. Ma la storia delle bolle insegna che sono stati frequenti i casi di bolle speculative che hanno riguardato beni materiali, come gli immobili”.
Assieme a Francesco Micheli, si è pronunciato anche Guido Rossi, giurista, professore ed ex presidente Consob. “Sono contento di non essere l’unica Cassandra – ha esordito – dato che anche Micheli prevede una nuova bolla. Il mercato ha fallito – prosegue – la finanza conta più dell’industria e la ricchezza viene solo dalla finanza grazie a un sistema che cerca di crearla a partire dal debito”.
Ad individuare i responsabili, poi, è nuovamente Micheli: “Sono gli stessi ragazzi che avevano il cappello di Lehman Brothers e oggi hanno cambiato casacca ma fanno esattamente le stesse cose. Ogni riferimento a Goldman Sachs è puramente casuale…”, ha concluso sarcasticamente.
di Matteo Aldamonte
[Immagine - ZeroSpese.org]
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