Abbiamo già avuto modo di approfondire l’importanza del Money Management, ovvero tutte quelle operazioni utili alla gestione saggia del proprio denaro sul mercato, il quale va impiegato in maniera intelligente, calcolando potenziali perdite e tenendo conto delle proprie, reali abilità operative.
Entra di diritto a far parte di una buona strategie di gestione del denaro, il rapporto con il proprio Broker, il quale rappresenta il braccio sul mercato, colui che effettua materialmente le operazioni. In altre sedi ci occuperemo di individuare l’identikit di un buon Broker.
Ipotizziamo che il rapporto sia ottimo. Con il vostro Broker non potete non utilizzare la strategia dello Stop Loss, strumento per eccellenza sul mercato, attraverso il quale parte l’ordine di chiudere in maniera automatica una posizione non appena arriviamo a perdere un determinato numero di pips.
Lo Stop Loss, comunque, non offre al Trader una sola possibilità, poichè si articola in quattro differenti sotto-categorie, di cui le prime due risultano tra le più comuni e semplici da applicare.
- Equity Stop;
- Chart Stop;
- Volatily Stop;
- Margin Stop.
E’ bene sottolineare come lo Stop Loss rappresenti, in generale, un’arma importante nelle mani del Trader, il quale deve saperla utilizzare in maniera intelligente. E’ soprattutto in questo genere di operazioni, infatti, che si verifica la buona riuscita del proprio Money Management.
Andiamo ora nello specifico, ed introduciamo l’Equity Stop. Esso è senza dubbio il più semplice da applicare, tramite il quale il Trader rischia con un singolo trade (trattativa, operazione) solo un ammontare predeterminato del proprio account.
In definitiva, è un discorso di rischio, e più esattamente di percentuale del rischio: nell’Equity Stop, quella ideale è individuabile attorno al 2%, anche se i Trader cosiddetti “aggressivi” possono arrivare anche al 5%. Si tratta, tuttavia, di casi rari, in cui è necessaria una grande esperienza.
Si fa già più difficoltosa l’applicazione di un Chart Stop. Essa, infatti, è totalmente basata sull’Analisi Tecnica, e quindi su grafici e quant’altro. Ecco che divengono praticamente infiniti, in questo caso, i tipi di Stop possibili, ed è per questo che vengono individuati degli indici standard, come i livelli di supporto o di resistenza.
di Matteo Aldamonte
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