Nell’articolo del 22 Ottobre scorso ci eravamo soffermati, sulle pagine di Ciak!Trading, sulla strategia che viene definita come “Scalping“. Di cosa si tratta? Un piccolo promemoria: “si basa su operazioni di acquisto/vendita molto brevi e istantanee, della durata di qualche minuto al massimo”.

Adatto principalmente agli esperti del Trading, poichè allenati a sostenere i ritmi velocissimi e frenetici dello Scalping, esso si basa totalmente sul rapporto tra tanti, piccoli guadagni, ed un numero elevatissimo di operazioni, che, si spera, abbiano un buon fine.

Rinfrescata la memoria, è tempo di buttar giù qualche consiglio di carattere operativo, per interpretare al meglio questa tecnica particolare, e sicuramente molto impegnativa per qualsiasi investitore.

Prendiamo in riferimento la leva che lo scalper utilizza: quando quest’ultima è particolarmente alta, vista l’alta frequenza delle operazioni, il costo delle stesse dovrebbe risultare non eccessivamente alto - parliamo dello Spread – poichè ogni pip genera, con una leva alta, una grande differenza nel lungo periodo. Servono, pertanto, realismo e cautela nella valutazione, rispettivamente, dei punti d’uscita e d’entrata.

Accanto ad una gestione attenta dei rischi che lo Scalping genera (è facile sbagliare, vista la frenesia d’ogni operazione), lo scalper deve imparare a chiudere le sue posizioni (qui trovi un ottimo approfondimento), puntando al guadagno, quando il prezzo raggiunge dei livelli psicologici; in parole povere, cifre tonde quali 00, 10, 20, 50, e così via.

Un fattore di cui il Trader deve tenere conto, è il costo delle operazioni. Aprirne una comporta una spesa. Partendo dal presupposto secondo cui lo Scalping si basa totalmente su un’attività molto intensa e ripetuta, ecco che il costo sale. Di conseguenza, per divenire bravi scalper occorre guadagnare tanto da poter coprire ogni spesa.

In conclusione, è necessario parlare di equilibrio: quello tra i livelli di profitto e quelli delle perdite. Ci vuole tanto a generare qualche guadagno, ce ne vuole molto meno per gettare tutto all’aria. Ma in fondo questa è un po’ la regola che ogni investitore ha ben presente (o dovrebbe avere ben presente) nella mente.

di Matteo Aldamonte


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