Lo avevano definito come l’anno della ripresa, il 2010. Tutt’altro: la crisi continua a farsi sentire, inesorabile, ed il primo ambito a risentirne è senza ombra di dubbio la borsa, con i vari mercati finanziari, con gli andamenti degli stessi che poi si ripercuotono sui consumatori e sulla vita di tutti i giorni.
Non è un periodo facile, insomma, per i Trader e per gli investitori. Tutti vanno a caccia dell’investimento giusto, della soluzione anti-crisi che sappia garantire comunque le dovute entrate ed a limitare al minimo le mosse errate e, pertanto, le perdite di denaro.
I consigli ‘ideali’ - o comunque le opinioni più attendibili del momento - sono state riportate su Il Sole24Ore odierno, dove hanno parlato Marc Faber e Jim Rogers. Per chi non li conoscesse, stiamo parlando di due veri e propri ‘guru’ dei mercati finanziari. Due Trader più che affermati, in parole povere, e le cui opinioni peseranno sicuramente di più rispetto a qualsiasi altro investitore.
Entrambi sono concordi su un dato molto importante: il mercato azionario, ad oggi, rappresenta un investimento ad alto rischio, e destinato solamente a coloro i quali operano attualmente nel breve periodo, con uso di stretti stop loss. Ma loro, Marc Faber e Jim Rogers, stanno operando in modo sostanzialmente diverso.
“Io adesso sono short sull’equity e buy sulle commodity agricole”, commenta il primo Trader. “Nel brevissimo periodo – prosegue il guru – le Borse sono in una situazione di ipervenduto. Ma se l’orizzonte dell’analisi si amplia, l’oversold non è più confermato. Nella situazione attuale fare previsioni è comunque difficile”.
“L’S&P500, a fine luglio, potrebbe essere sopra al massimo di fine aprile a quota 1219. Ma è solo un’ipotesi che può non verificarsi. Anche in condizioni di ipervenduto il crash dei listini è dietro l’angolo”, conclude Faber.
“Io sono short sui listini – dice al telefono al sole24ore.com, invece, il collega Jim Rogers – e long sulle commodity. Credo che, nel lungo periodo, queste si avvantaggeranno di più delle ripresa economica. In particolare, in questo momento, guardo alle commodity agricole”.
E l’oro? Non è troppo caro? “Dal 1999 è cresciuto meno rispetto agli anni ’70, quando le sue quotazioni aumentarono di oltre 20 volte”, commenta Faber, il quale ricorda come l’offerta di moneta sia recentemente crollata “tanto che questo assicurerà ulteriori stimoli fiscali e misure di quantitative easing: in uno scenario di ulteriore monetizzazione l’oro potrà fare meglio delle azioni”.
di Matteo Aldamonte
Qui sotto alcuni libri molto interessanti che ti consiglio di leggere per ottenere degli spunti non banali
- Investire in Borsa di Giacomo Bruno
- Trading Online & Opzioni di Torcicoda & Capitanio
- Fondi Comuni d'Investimento di Fausto Saldi
- Spread Trading di Giuseppe R. Pregadio

Un po' di silenzio! Perché non lasci un commento?