LE ORIGINI
Il Trading online, conosciuto anche con l’abbreviazione di TOL, prende piede, in quanto pratica economica, esattamente nei primi anni ’90, di pari passo con la diffusione del fenomeno “Internet”.
Fu con la rete, con il web, infatti, che tutta una serie di banche americane iniziarono a mettere a disposizione dei clienti servizi telematici a costi nettamente minori, dando vita ai primi Broker online. E al Trading online.
IN ITALIA
Nel nostro paese, questa pratica finanziaria è frutto della nuova regolamentazione entrata in atto nel 1999. E’ stato allora, infatti, che con “Nuovo Regolamento Consob di attivazione del Testo Unico dei mercati finanziari”, venne permesso l’utilizzo di Internet per effettuare operazioni economico – telematiche.
LA DEFINIZIONE
In definitiva, il Trading online può essere definito come l’attività di negoziazione (per conto proprio) di titoli, attraverso l’utilizzo di Internet.
Tali titoli possono essere azioni, obbligazioni, future, titoli di stato e quant’altro. Il tutto attraverso un importante vantaggio: i minori costi di commissione a carico dell’investitore.
L’attività di negoziazione, ovvero l’anima del Trading, avviene attraverso la mediazione di un Broker online, per mezzo di una vera e propria banca telematica. E’ facile capire come i costi si riducano drasticamente rispetto alle stesse operazioni svolte materialmente, in maniera fisica.
OPERAZIONI FULMINEE: LO SCALPING
Sono vari i modi di agire all’interno di questo processo di negoziazione dei titoli. Movimento noto e caratterizzate del Trading online, è il cosiddetto Scalping.
In cosa consiste? Esso è rappresentato esattamente dall’apertura e dalla chiusura, nell’arco di pochi minuti, per quanto concerne l’offerta di un determinato titolo. Generalmente, esso riguarda le azioni.
TEMPI PIU’ LUNGHI: DAY & OPEN TRADER
Allo Scalping, operazione dal carattere più che immediato, si affianca, in ordine di misure temporali, il Day Trader, ovvero la negoziazione organizzata e conclusa nell’arco di una sola giornata. “Day”, appunto.
In ultimo, vi è l’Open Trader. Esso prevede l’ingresso nel mercato nella cosiddetta fase “Random”, quindi in fasi definibili come casuali.