Il mondo del Trading Online, dell’acquistare e vendere tramite un computer, senza quindi scomodarsi dalla propria poltrona, è qualcosa di relativamente recente. Di recentissimo, se ci si rapporta a tutte quelle che sono le altre ed antiche modalità di fare mercato.

Proprio per questo, il porsi dinanzi ad un’esperienza nuova, che se ben fatta porta a guadagni ottenuti comunque dalla propria abitazione, genera senza dubbio una grossa dose di entusiasmo e frenesia nel provare, nell’acquistare, nel vendere, nel gestire, nel comandare. C’è voglia di lavorare, insomma.

Al tempo stesso, è difficile dimenticare una cosa, almeno nell’arco dei primi tempi: i soldi, il capitale che si investe, è di nostra proprietà. Ed ecco, allora, subentrare la paura di perdere i nostri soldi. E di conseguenza la prudenza nell’investire, nello sperperare.

Ora mischiamo il tutto. Aggiungiamo un pizzico di inesperienza, qualche imprevisto, una spesa che non ha dato i risultati sperati. Ed ecco che otteniamo una crescita esponenziale del rischio di perdere un possibile Trader. Magari anche promettente, ma sfiduciato ormai, e quindi “bruciato”.

Ci sarà un trucco, insomma? Non è facile. E questo è dimostrato ampiamente dalla miriade di saggi, articoli e trattati su quello che è l’aspetto psicologico di colui che investe. Perchè, in fondo, è quella la tematica più calda: la borsa la “leggono” gli analisti, ma poi è la testa che conta.

Pertanto, è facile capire come sia difficile proporre, per chiunque, una ricetta esatta e valida in ogni situazione. Possiamo però dire che tutti sono concordi nell’utilizzare un termine ben preciso: bilanciamento. Si, tra emozionalità, entusiasmo, frenesia, e razionalità.

La parola-chiave  è proprio quest’ultima: razionalità. Senza di lei, il Trader sarebbe un’entità allo sbaraglio, continuamente dentro e fuori dal business. Acquistare e vendere senza un minimo di ragionamento, solo in base a quello che dicono cuore, ormoni e adrenalina.

“Panic Buying” e “Panic Selling”, li chiamano. Sono appunto tutte quelle azioni compiute solo seguendo l’istinto e l’emotività. Le quali, s’intende, conducono ad un guadagno solo in presenza di una sana dose di fortuna.

Ed allora, spazio alla razionalità. Ma non troppa, perchè ad essa seguirebbe inevitabilmente la paura: quella che non ti fa investire, quella che ti porta a bloccarti, e a perdere, proprio come se stessi combattendo contro l’emozionalità, la capacità di ragionare.

E’ tutto un discorso psicologico, da affrontare senza medici e sedute terapeutiche. Serve trovare il giusto equilibrio, ricordando sempre che, si, i soldi sono i nostri, ma che, al tempo stesso, sono lì per essere investiti. Con razionalità, magari.

di Matteo Aldamonte


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